
Abner Rossi Mario Berlinguer
Abner Rossi e Mario Berlinguer hanno deciso di mettere in comune le loro specifiche competenze artistiche con la sigla Rossi-Berlinguer che si apporrà a tutti i frutti della loro creatività. Se Abner Rossi è conosciuto come scrittore, autore teatrale, regista e poeta, Mario Berlinguer non è da meno come compositore poliedrico potendo vantare al suo attivo numerose colonne sonore, composizioni di musica contemporanea, lavori cameristici, canzoni. Mario Berlinguer è anche giornalista.
Ma siccome entrambi non appartengono al terzomondismo artistico culturale imperante in Italia e visto che la loro collaborazione non ha niente di pubblicitario, preferiscono lasciare spazio ai fatti che riguardano il loro comune lavoro e i frutti della loro collaborazione.
E' un primo fatto che stanno lavorando ad una serie di canzoni che vedranno la luce molto presto.
E' un secondo fatto che stanno concludendo la scrittura dei testi e delle canzoni che faranno parte di un lavoro di teatro-canzone completamente originale dal titolo "Se io ho perso....chi ha vinto?". Questo spettacolo si muoverà cercando di cogliere lo spirito dell'inventore di questo genere teatrale, il grande Giorgio Gaber, ma non sarà una rilettura del "teatro gaberiano", in quanto gli autori ritengono che l'eredità di Gaber debba essere solo uno dei modi per guardare e leggere il presente che si fa futuro.
Naturalmente, visto che entrambi gli autori si battono ogni giorno per essere e rimanere uomini liberi, nello spettacolo non mancheranno né una critica sociale ai difetti di una specie in via di estinzione, né una critica ai piccoli e grandi poteri.
Lo spettacolo di teatro-canzone "targato" Rossi-Berlinguer, si avvarrà della partecipazione, come protagonista, della straordinaria cantattrice Anna Maria Castelli che è indubbiamente la migliore interprete italiana del genere teatro-canzone; inoltre parteciperanno allo spettacolo tre musicisti che hanno accompagnato tutto il percorso nel teatro-canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, come Luigi Campoccia (pianoforte), Gianni Martini (chitarra), Claudio De Mattei (basso elettrico).
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Se io ho perso…..chi ha vinto?
Genere: teatro-canzone
ROSSI-BERLINGUER

Presentazione:
Una corretta presentazione di questo nuovo spettacolo di Teatro-Canzone richiede non la mera spiegazione di contenuti artistici relativi a questo specifico recital bensì una sintetica analisi di un genere che, ancora oggi a distanza di quasi trent’anni dalla sua nascita, può essere oggetto di fraintendimenti e di false interpretazioni. Lo spettacolo di Teatro-Canzone dal titolo “Se io ho perso….chi ha vinto?” ideato dalla coppia Rossi-Berlinguer nasce dall’incontro tra Anna Maria Castelli, una delle artiste italiane più rappresentative di questo genere (già segnalata nel 2004 dallo stesso Festival teatro-canzone Giorgio Gaber” come l’artista che, con i suoi progetti, ha proseguito nel percorso creato da Gaber) e Luigi Campoccia, pianista, docente di Siena Jazz, tastierista, arrangiatore e voce dello storico Gruppo di Giorgio Gaber.
Il contenuto del loro incontro verteva su quale potesse essere il futuro del teatro-canzone in Italia. Due gli scenari possibili: raccogliere una lezione ricavata dal forte rapporto umano ed artistico Gaber - Luporini per proseguire sulla strada da loro tracciata o lasciare che il destino del Teatro Canzone si interrompesse con la morte di Gaber limitandosi al massimo alla ripresa di alcuni lavori quali il Signor G, Polli d’allevamento e altri, per riportarli in scena con altri protagonisti. Una riflessione carica di forti emozioni e di grande rimpianto per una morte prematura e per l’interruzione di un preveggente lavoro artistico. Gaber infatti è stato prima l’inventore e poi il massimo interprete del Teatro – canzone, ma è stato soprattutto un caposcuola inarrivabile che ha tracciato le direttrici sulle quali muoversi per continuare a mantenere in vita questo genere in Italia.
Ed è proprio una di queste direttrici da lui indicate a scartare i più o meno legittimi rifacimenti di lavori caratterizzati da una grandissima vena artistica ma perfettamente inseriti nel contesto politico, sociale ed umano in cui sono nati “costringendoli” ad una necessaria datazione storica e, quindi, irripetibili ai giorni nostri.
Indirizzarsi verso un’analisi ed una critica attenta della società attuale e verso i limiti, oggi ancora più evidenti di qualche anno fa, di un’umanità sempre più autodistruttiva e votata all’arroganza della stupidità potrebbe, e presuntuosamente oseremmo dire dovrebbe, essere (a nostro avviso) il logico e necessario proseguimento del lavoro artistico e, al contempo, di attenta analisi sociale, intrapreso da Gaber.
Non c’è modo di essere Gaber senza Gaber, ma si può proseguire il suo discorso ed il suo lavoro con lo scrupolo e la precisione che lui ha insegnato ma, soprattutto, con grande umiltà e doveroso rispetto. Uno spettacolo del binomio Gaber - Luporini si evidenziava per una straordinaria performance artistica, per i contenuti dei testi, per le musiche e gli arrangiamenti dei brani, per la contestualizzazione e l’introspezione umana di un protagonista che non si eleggeva mai a critico, semmai a possessore degli stessi difetti, difetti che lui stesso criticava per poterli sconfiggere o superare.
Nessuno meglio dei suoi musicisti (Gianni Martini e Claudio De Mattei dal 1984 e, successivamente, Luigi Campoccia dal 1987), conosce questo percorso ed ha partecipato con il cuore, ancor prima che con il proprio operato, a venti anni di intenso lavoro e di emozioni indescrivibili. Dalla scomparsa di Gaber fino ad oggi i suoi musicisti non si erano mai riuniti per un nuovo, organico lavoro di Teatro-canzone e mai avrebbero immaginato di ritrovarsi insieme a fare ancora un po’ di strada per proseguire il lavoro di Gaber.
Lo fanno oggi con “Se io ho perso…chi ha vinto?” e lo fanno insieme ad Anna Maria Castelli per raccogliere un testimone che nessuno vuole prendersi la responsabilità di sollevare e lanciare una sfida nuova ed originale che guardi ad un presente che si fa futuro e non alla riproposizione/rivisitazione del lavoro di Gaber e di Luporini come cover indipendentemente dai loro contenuti che, come dicevamo prima, si radicavano in una profonda attualità italiana.
Abner Rossi & Mario Berlinguer