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abnerblog
14/11/2011

 

Gentilissimo Presidente,


prima di tutto mi scuso per la confidenza del titolo della lettera che Le indirizzo ma, da uomo mediatico quale Lei è, comprenderà certamente che il titolo è importante almeno quanto i contenuti se si vuole attrarre i lettori.


La lettera personale che Le indirizzo prende spunto dal fastidio che Lei ed il suo Partito avete provato per le manifestazioni di giubilo e felicità che molte persone hanno testimoniato davanti alla sua Residenza di Palazzo Grazioli e davanti al Quirinale in occasione delle sue dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri e, quindi, della caduta del suo Governo.


Non mi stupisce che queste manifestazioni l'abbiano sorpresa, scatenando il risentimento di molte personalità a Lei vicine, compreso il Segretario Angiolino Alfano ma, al tempo stesso, devo confessarle che né io né molti altri italiani come me,  riusciamo a comprendere il vostro stupore.


Pur non identificandomi nello stile adottato dai manifestanti in questione, non posso esimermi dall'analizzare le motivazioni di tali manifestazioni:

 

1) Lei è stato il Presidente del Consiglio più discusso e controverso nella storia della Repubblica italiana.


2) Lei è stato il Presidente del Consiglio che ha maggiormente umiliato e ridicolizzato L'Italia nel mondo.


3) Lei ha una concezione molto "ad personam" della politica, delle Istituzioni e delle regole portanti della convivenza civile che, nel nostro caso, sono rappresentate dalla Carta Costituzionale la quale, Le ricordo, è nata dalla lotta di liberazione nei confronti del nazifascismo. Il suo modello di potere piuttosto semplicistico, aggiungo io, è: Voi (Popolo) eleggetemi come Capo “dell'Azienda Italia” ed io mi occuperò di voi.


4) Lei è il proprietario della maggioranza delle Tv commerciali, di molti Quotidiani e Settimanali ed ha occupato impropriamente gran parte delle Tv di Stato con il preciso scopo sia di accaparrarsi la maggioranza degli introiti pubblicitari, sia di ridurre a zero la qualità dei programmi per fare dell'ignoranza la sua bandiera.


5) Lei è quel Presidente del Consiglio che ha firmato pubblicamente un “contratto con gli italiani” che doveva ridurre le tasse e fare dell'Italia un'Isola felice. L'Italia (Le ricordo che siamo casomai una penisola) invece, non solo non è felice ma si è trovata improvvisamente, e mi scuso per l'espressione, “in mutande”, sia in termini di dignità e orgoglio nazionale sia in termini economici , nonostante Le sue rassicurazioni e quelle dei suoi Ministri.

6) Lei è quel Presidente del Consiglio che ha permesso (e talvolta sostenuto) il vilipendio dei simboli a me più cari come il Tricolore, la Costituzione, il Parlamento della Repubblica da parte di “personaggi” incapaci di mettere in fila tre parole in una corretta lingua italiana.


7) Lei è quel Presidente del Consiglio che ha messo in campo come Ministri – salvo rarissime eccezioni – personaggi impresentabili,  nazionalmente ed internazionalmente. Vorrei, sinceramente, esimermi dal ricordarLe dei nomi, ma che ne dice di: Brunetta, Gelmini, Carfagna, Rotondi, Santanché, Calderoli, Brambilla e...e...e?


8) Lei è quel Presidente del Consiglio che ha moltiplicato le poltrone di Vice Ministro (Sottosegretari) come merce di scambio della fedeltà al suo potere.


9) Lei è quel Presidente del Consiglio che ha perso, nelle recenti elezioni amministrative, Comuni importanti come Milano e Napoli ed è quel Presidente del Consiglio che è stato "sommerso" da milioni di voti nel recente Referendum.


10) Lei è quel Presidente del Consiglio che ci ha portato nel caos finanziario di questi giorni per le lotte intestine del suo Governo e per i suoi ripetuti ed incomprensibili attacchi alla moneta unica europea.


11) Lei è, infine,  quel Presidente del Consiglio che ormai da quasi due anni viene evitato da qualsiasi Personalità europea come  fosse un portatore di virus letali. E lei, Le ricordo, rappresentava il nostro Paese.



Finisce qui la mia lettera a Lei diretta. Spero che Lei abbia apprezzato che io non abbia fatto riferimento ai suoi scandali ed ai suoi vizi (spesso da Lei e dai Suoi spacciati per "Virtù"). Non creda però che anche questi non siano stati motivo di umiliazione profonda...almeno per me che le scrivo.




Per tutti questi motivi io credo che le manifestazioni di giubilo e felicità all'atto delle sue dimissioni siano state legittime o almeno comprensibili e abbiano evidenziato, in noi italiani, un profondo cambiamento.


Io, per esempio, sento che adesso posso ricominciare a parlare di dignità e di liberazione con i miei figli. 



La prego, Sig. Presidente, se proprio lei deve raddoppiare lo sforzo per trasformare questo Paese, lo faccia occupandosi di recuperare la sua dignità di uomo.


Abner Rossi

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Poesia dedicata a mio Padre nel giorno della sua scomparsa (1 Novembre 2007) 

La lunga storia di un cavaliere timido  

Ho cavalcato quasi un intero secolo

e sono saltato in quello nuovo.

Ho usato solo le parole indispensabili

ed ho lasciato ad altri quelle inutili.

Mi sono fatto conoscere quel tanto che basta

e ho conservato per me il mistero.

Spesso mi sono inventato la vita e non ho evitato

la fatica. Sono stato un uomo libero ed ho rischiato

Ho amato poca gente e solo quella che ritenevo importante.

Non ho avuto amici veri, né falsi.

Ho sofferto e fatto soffrire, sono stato felice

ed ho reso felici.

Lascio solo ricordi e di questo mi vanto.

Sono stato più intelligente di quanto davo a vedere

ed ingenuo…..più di quanto volessi. 

......Me ne vado contento ed amato!

 

 

 

 

 

 




Si ringrazia Luciano Rossetti per le foto utilizzate nel titolo
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