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2006-05-06

 

( K. - 388 - 288 - 199 )

 

Oggi 1 Gennaio 2008

Bene. Volevo scrivere alcune riflessioni o forse, più semplicemente, dare uno sguardo rapido ad un altro anno che è passato, come tanti altri, all’insegna delle cose belle (poche) e brutte (sempre maggiori). Devo dire che chiudere un anno che come donna mi ha vista particolarmente coinvolta (il 2007 era l’anno delle pari opportunità) con una rinnovata delusione nei confronti di tutte le istituzioni che si sono replicate come ormai fanno da sempre senza nessuna nuova spinta propulsiva, senza neanche più la capacità di raccogliere i contenuti di un titolo come occasione e spunto per fare qualcosa di nuovo, non mi ha fatto piacere.

Non mi ha fatto piacere neanche chiudere il 2007 con l’assassinio di Benazir Bhutto che, oltre ad essere una donna, una grande donna, era l’incarnazione della voglia di andare oltre, di far percorrere al proprio paese un cammino verso l’emancipazione e la democrazia. No, non è stato bello così come non è bello sapere che a succedergli sarà il figlio, di appena 19 anni, che dovrà farsi carico di un’eredità così importante e pericolosa.

Non mi ha fatto piacere vedere che, di fronte ad una escalation spaventosa di “morti bianche” non si riesce più ad “udire” quella voce, quella del sindacato che, almeno una volta, tanti anni fa,  si  udiva.

Non mi ha fatto piacere vedere un’umanità sempre più ridotta al silenzio con la forza e con la violenza.

Non mi ha fatto piacere vedere che il giovane rumeno ubriaco che ha falciato quattro vite (meno male che c’è stata una vera e propria insurrezione ma, soprattutto, che Marco Ahmetovic non aveva le spalle sufficientemente coperte) è stato rimesso in libertà pronto ad indossare jeans firmati e a vendere la propria immagine.

Non mi ha fatto piacere che a fronte di stupri, assassini, violenze perpetrati su donne e bambini ancora ci si possa permettere il lusso di lasciare tutte queste pagine senza una firma che possa chiudere il caso con un nome ed un cognome, possibilmente quello dell’assassino/a. Al massimo indagati.

Non mi ha fatto piacere vedere che, nonostante noi artisti abbiamo il potere straordinario di nutrire anime e di educare il pubblico ad una maggior sensibilità e ad una maggior capacità di ascolto, ognuno, ancora una volta, ha “tirato l’acqua al proprio mulino”.

Non mi fa piacere vedere che non c’è solidarietà, che non c’è voglia e senso di appartenenza, che non c’è identità

Mi fa piacere però, in questo quadro sconcertante e apparentemente disastroso, scoprire piccoli fiori che ancora fioriscono in un deserto.

Mi fa piacere ricevere messaggi da persone che mi scoprono, mi ascoltano e mi chiedono “da dove arrivo” o “dove sono stata finora”

Mi fa piacere sapere che ogni volta che qualcuno di voi visita il mio sito scopre un pezzetto in più di me

Mi fa piacere sapere che esistono ancora persone che hanno voglia di investire su se stesse

Mi fa piacere che il mio lavoro sia stato premiato

Mi fa piacere scoprire che l’impegno, la costanza e la coerenza con il tempo pagano

Mi fa piacere aver avuto il tempo di scrivere queste cose, utili solo per me e sicuramente parziali ma che testimoniano la mia mancanza di indifferenza.

A tutti quelli che hanno avuto il tempo e la voglia di leggere un grazie e un 2008 sotto il segno della libertà di pensiero e d’azione.

 Un piccolo omaggio interpretato da me, dalla chitarra del mio fido collega e amico Simone Guiducci e dalla firma di un altro grande amico, Dario Martinelli. Troverete "Invecchia con me" sul mio myspace

 

 

 

oggi, 27 Ottobre 2007 sono a Montreal per due concerti:

 

 

1° febbraio 2007

Un piccolo appunto, come a fissare sulla carta qualcosa che potrebbe sbiadire nel tempo e che, invece, non voglio perdere. Sempre più spesso mi ritrovo a dire a me stessa: "Ma ti rendi conto che tu stai incontrando veri e propri pezzi di storia e, per pigrizia o perchè ti sembra naturale che tutto ciò possa restare solo nella tua memoria, come se la memoria fosse eterna, non ne stai lasciando traccia alcuna?"

E' vero, la mia memoria, come me, non è eterna e quindi, visto che di dialogo e di memoria si parla, voglio raccontare un semplice episodio, un semplice incontro ma bello e importante. In occasione delle commemorazioni legate al giorno della memoria, il mio grande amico poeta e giornalista polacco, Jaroslaw Mikolajewski, attualmente direttore dell'Istituto Polacco di Cultura a Roma, mi ha invitata al concerto dell'ultima leggenda Klezmer vivente, Leopold Kozlowski pregandomi poi di intervenire alla riunione di intellettuali, editori, giornalisti ma, soprattutto, amici di Ryszard Kapuscinski (vi invito a leggere questo bellissimo ritratto firmato da Andrea Nicastro del Corriere della sera che racconta in poche ma acute, profondissime e umane parole la grandezza di questo personaggio http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/01_Gennaio/24/nicastro.shtml ) per ricordarlo come lui avrebbe voluto essere ricordato. Alla stessa ora, presso la redazione del giornale con il quale Kapuscinski collaborava, in Polonia, si teneva un'assemblea analoga.

Leopold Kozlowski ha "dipinto" la cultura di un popolo, quello Yiddish, a me completamente sconosciuta, attraverso canti, aneddoti, ricordi che hanno parlato prima di tutto al cuore. E quando al piano ha eseguito la musica da lui composta e suonata ogni domenica per accompagnare gli ebrei che venivano portati a morire, quella stessa musica del film "Schindler's list", ho visto nei suoi occhi e nella sua interpretazione il dolore di un popolo intero, un dolore che non si può dimenticare.

A seguire, nello splendido salone dell'Istituto polacco, ho assistito alla proiezione di un video-intervista a Ryszard Kapuscinski, dai primi reportage in Africa ai verdi prati di Pinsk dove, in soli 4 giorni, furono uccisi 30.000 ebrei e seppelliti proprio in quei prati che, come una tragica colonna sonora, hanno salutato uno dei più importanti testimoni delle guerre nel mondo.

Ho voluto scrivere queste due note soltanto perchè solo quella sera, di fronte alla grandezza umana di questi due personaggi ho capito il senso della parola "memoria".

Probabilmente avrò la fortuna, se il fato me lo consentirà, di incontrare di nuovo il Maestro Kozlowski a Cracovia quando, nella prossima estate, canterò con il suo accompagnamento alcuni brani tratti dal suo repertorio Yiddish, tradotti in lingua italiana. Spero di riuscire a mantenere i colori e le atmosfere che il suono della lingua Yiddish, quella stessa lingua che Kozlowski sta cercando faticosamente di tramandare visto che ne è l'ultimo testimone, riesce ad evocare nello spettatore.

 

 

7 Dicembre 2006

E dagli con gli scandali! Chiudiamo in bellezza questo 2006 che ha visto protagonisti personaggi "mediaticamente" di spicco ma, oserei dire, mediamente imbecilli. Io sono un personaggio "di nicchia" e quindi non ho mai avuto neanche il piacere di entrare in contatto con figure di spicco come l'ex parrucchiere (sarà perchè ho i capelli corti?) tramutatosi in manager delle star! La cosa interessante è che, a detta di certo Max Parodi, entrare nella "corte" di personaggi del genere è complesso, richiede doti particolarmente spiccate nel procurarsi appoggi politici ed economici nonchè una buona predisposizione a far crescere una cortina di pelo sullo stomaco di spessore non inferiore ai 90 cm. in tempi molto rapidi perchè le fantasie dei cosiddetti "manager" sul come far impiegare la propria creatività alle aspiranti star che chiedono di entrare a far parte di "certe" scuderie sono molteplici, in continua evoluzione ma, soprattutto, ad alto tasso di, consentitemi il francesismo....sputtanamento (questo Max Parodi non lo ha detto...si è fermato agli appoggi economici...il resto l'ho aggiunto io)

Ciò che più mi addolora è che in un momento in cui ci sarebbe un grande bisogno di respiro culturale, di fornire ossigeno alle nostre menti mi trovo a dover leggere notizie di questo genere, a dover vedere personaggi ormai stantii ma che, grazie alla notorietà acquisita nel corso degli ultimi 50 anni, vengono ancora chiamati qua e là perchè fanno audience, perchè costituiscono una garanzia....E allora in televisione ci ritroviamo sempre gli stessi che invitano sempre i soliti, e nei teatri vediamo sempre gli stessi attori impegnati nelle stesse commedie e ai concerti sentiamo sempre gli stessi nomi che fanno ancora le stesse cose il tutto per celare una totale ignoranza e una mancanza di volontà di dare respiro, di far emergere qualcosa di nuovo. Una domanda: cosa ce ne facciamo di queste due o tre generazioni di talenti che, grazie a questa logica di mercato e a questa vigliaccheria, continuano a rimanere nell'ombra? Forse li faremo emergere quando sarà troppo tardi. Ma a noi italiani piace sempre fare così. Per chiudere una parola sola vorrei dire.....CORAGGIO e non certo inteso come senso consolatorio ma come esortazione alla vita (alla vita, non alla sopravvivenza). Buona notte

 

 

 

 

2 Dicembre 2006

è finita Antica Babilonia! I nostri militari sono tornati! Non è più importante se sia stata una missione di pace o di guerra. Non siamo più in Iraq. Le vicende che ci vedevano legati al grande esportatore di democrazia George W. Bush sono concluse. Adesso troviamo dei modi nuovi per aiutare quella zona del mondo.

sono contenta per me, per gli italiani e per le famiglie dei nostri militari. Io sono solo me stessa, quindi rappresento veramente poco, ma continuo ad essere sconvolta e disperata per quelli che sono caduti in quel Paese straniero. Al nostro ex "grande imbonitore" suggerisco di non dimenticarsene....come spero non dimentichino tutti gli italiani!

26 Novembre 2006

ho coniato un nuovo nome!

Ipocritocrazia! Si la parola Democrazia mi ha stufato. E' diventata una parola illusoria...oserei financo dire inutile e superata...dai tempi. Già, questi tempi... i nostri tempi: tempi davvero strani. Leggo che le elezioni potrebbero essere state truccate. La destra dice che è stata la sinistra e la sinistra dice che è stata la destra. Non mi pare intressante chi sia stato; la cosa interessante è che forse....forse ci hanno preso per il c.... Scherziamo? Nemmeno la DC ai suoi tempi si è permessa....nemmeno quell'onest'uomo di Bettino.

In effetti le schede bianche erano pochissime stavolta.....avranno imparato a votare, pensavo. No...non è così. Il problema vero è il silenzio degli italiani...è l'incapacità di protestare è l'impotenza di fronte ai "balletti" della politica. Ci penserà la Magistratura? Probabilmente si, ma sarebbe ancora meglio se ce ne occupassimo anche noi!

e...mandassimo a casa tutti gli

"IPOCRITOCRATICI"

4 Novembre 2006

De Gregori - ovvero "La ballata del nostalgico"

Leggo stamani sulla pagina politica del "Corriere" che De Gregori, se ripensa a Craxi, lo ritiene "molto superiore a tanti politici di oggi". Nostalgico? Direi di si, ma non è la nostalgia l'interesse di cui voglio scrivere. A me i nani, le ballerine, la politica come businnes spesso malversatorio non stimolano alcun rimpianto. Non vedo nel passato alcun dato politico, sociale, culturale, che possa farmi ammettere di definirlo migliore di oggi; non lo vedo nel periodo Craxiano, come non lo vedo nei quarant'anni DC. Anzi ritengo che gran parte delle degenerazioni odierne siano da ritenersi nate in quei "brodi di cultura". Poi De Gregori sottolinea che non si tratta di una "difesa tardiva", ma del fatto che il nostro amico preferisce "in tutto" il passato al presente...e conclude disquisendo filosoficamente sulla differenza fra fretta e velocità. Strano! Si, dico, strano che si interessi di ciò. Se davvero gli interessasse questa differenza esistenziale, poteva interferire con l'uscita della sua strenna natalizia, evitando di omologarsi, lui così esente dal mercato e così politico, dal resto dei residui cantautorali italiani.

 

8 luglio 2006

Oggi mi è arrivata una delle tante "news" che regolarmente mi arrivano dall'Associazione Culturale Giorgio Gaber, associazione che grazie al mio contributo e a quello di altri 14 come me, i cosiddetti "artisti" del teatro canzone, e al contributo di vari personaggi da nomi sicuramente molto più conosciuti del mio e dei sempre soliti 14 artisti, recentemente si è trasformata in Fondazione.

Nel comunicato stampa che annuncia le belllissime attività che quest'anno si svolgeranno nella "due giorni" a Viareggio (5 giorni nel 2004 - 3 nel 2005 - 2 nel 2006.....l'anno prossimo?) sono stati annunciati i nomi di chi quest'anno darà il proprio contributo.

Ciò che mi ha profondamente colpito nel comunicato stesso è stato il ringraziamento a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo affinché l'Associazione Giorgio Gaber si trasformasse in Fondazione (in primis la Provincia di Lucca ma anche il Comune di Viareggio e qualche sponsor minore che non avendo raggiunto la soglia minima del finanziamento non è stato neanche citato) e poi la lista della lavandaia dove, quasi in ordine alfabetico, sono stati citati tutti, ma proprio tutti i famosi BIG che hanno reso famosa la manifestazione.

E NOI?

No, dico, e noi 15, come si dice a Firenze, bischeri che abbiamo raccolto l'eredità di un grande artista, nonchè grandissimo uomo, intellettuale, pensatore e poeta e abbiamo fatto della nostra vita una sorta di missione per poter continuare a portare avanti un genere ormai considerato quasi "lunare" tanto difficile è identificarlo?

Io parlo per me che, con ancora più difficoltà essendo una donna, ho dato l'anima cercando di fare cose che nessuno si è mai permesso di fare, investendo gran parte della mia carriera per aderire ad una sorta di filosofia artistica e di vita...eh si, signori, perchè il teatro canzone lo si fa soltanto se ci si spende prima di tutto l'anima e poi tutto il resto...esattamente come fece Giorgio Gaber tanti anni fa quando avrebbe potuto scegliere la via più comoda, quella che già aveva a portata di mano, il successo televisivo per una strada sicuramente più impervia, per un pubblico più di nicchia. Oggi ringrazio ancora Giorgio Gaber per quella scelta perchè ci ha insegnato (a noi 15 ma chissà a quanti come noi in tutta Italia) che si può, che si deve, che lo si deve prima di tutto a noi stessi se si crede che questa sia la strada giusta per "far riflettere".

Aver partecipato a quella prima edizione nel 2004 per me aveva tanti significati, e non l'ho certo fatto pensando che avrei riscosso più successo o che quell'esperienza mi avrebbe resa più famosa. L'ho fatto perchè quando Giorgio Gaber è scomparso per me stava scomparendo un genere, un genere difficile da tramandare, un genere dove la preparazione vocale o teatrale ha la giusta importanza perchè quello che più deve essere preparato è il cuore ma anche l'anima, il cervello, la sensibilità, tutto ciò che serve affinchè non si impari ad ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male, per dirla con De André nel suo "Il blasfemo " .

E' quindi con grande orgoglio che, nonostante mi abbiano detto "lascia perdere", voglio dire,assumendomi tutta la responsabilità del mio gesto (tanto nemici me ne faccio anche standomene comodamente a casa senza dire o fare nulla), che trovo profondamente incoerente con ciò che Gaber ha fatto nel corso della sua vita quello che i suoi eredi stanno cercando di "spacciare" per una cosa importante e densa di significato.

Se gli alberi esistono è grazie anche alle loro radici. Ed io, nel mio piccolo, continuo a pensarmi una radice che permette a questa pianta chiamata teatro canzone di continuare a crescere e a dare buoni frutti.

Il Poeta (mp3)
Ritornerai (mp3)
Carissimo Bruno, sei partito all'improvviso ed io non ero preparata per questa tua partenza. Spero che il luogo che hai scelto per il tuo viaggio sia pieno di funghi e vuoto di ipocriti! Ho visto che molti di questi adesso ti onorano e ti salutano, ma tu sei avvezzo ad essere irriverente e sai certo come comportarti con loro!

Ti abbraccio e ti saluto
Anna Maria Castelli

 

 

 




Si ringrazia Luciano Rossetti per le foto utilizzate nel titolo
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