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2006-05-08

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NO MAS - intervista ad Anna Maria Castelli


La Gazzetta di Sondrio

Direttore Responsabile Albero Frizzerio – Registrato presso il Tribunale di Sondrio 

C’EST TOUJOURS LA MÊME CHANSON

Memorabile concerto di Anna Maria Castelli alla Sala Consiliare della Provincia

A metà strada tra il cabaret d’autore e l’atmosfera intima di un night, sull’esiguo confine tra il concerto d’èlite nel salotto buono e un rècital intimista nell’angolo più remoto dei propri pensieri, il concerto di Anna Maria Castelli, artista raffinata dall’anima colta, è un regalo inaspettato per quanti hanno avuto la fortuna di aver accolto il suo invito. Anna Maria si muove a suo agio sul palco improvvisato della Sala consiliare della Provincia, vellicando e graffiando con la sua voce calda e suadente eppure decisa e tagliente, in una reinvenzione sofferta e passionale di evergreen della memoria collettiva. E’ bastato chiudere gli occhi per disegnare nella mente e scolpire nel cuore tutte le emozioni evocate dalla penombra di una magica sera illuminata solo da tenui luccicori.
E Lei scivola, insinuante ed invitante, tra vecchi e nuovi deliri di un pentagramma melodioso, trasfigurati attraverso la duttile fantasmagoria del suo canto che non interpreta, ma vive e reinventa sul filo delle sue emozioni raccattate a mezz’aria e ingabbiate nel cuore con la complicità di un pubblico che non si limita ad ascoltare. Così i successi di un tempo prendono nuova linfa, parlano, gridano, si confidano, si animano, si agitano e si consumano per ripartire con nuovo slancio attraverso le mille favelle di un dialetto ineffabile e intraducibile, attraverso l’incorrotta solarità di una mediterraneità partenopea fattasi cosmopolita al cospetto del mondo. Una vibrante esecuzione tra recitazione e poesia, tra melodia e visione, tra l’estasi turgida della passione ed il morbido abbraccio di una madre, tra l’accattivante racconto delle antiche storie senza tempo e la denuncia piccata e l’affondo di un duello incruento e non per questo meno doloroso e sofferto.
Perché in fondo è vero che “C’est toujours la même chanson”, ma quel che conta veramente è chi sa leggerla, amarla e cantarla.

Nello Colombo

www.gazzettadisondrio.it – 10 I 08 – n. 1/2008, anno XI°

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 El mar en la voz de Ana María Castelli

Maria Pavon – El Mundo (Caracas)

19 Ottobre 2007 A sala llena Ana María Castelli abrió el pasado miércoles, en el Teatro Trasnocho, la VII Semana de la Lengua Italiana en el Mundo, con la poética presentación de Massimo Gilardi, agregado cultural de la embajada italiana. Ana María conquistó al público con su gracia napolitana y su extraordinario movimiento corporal, que agregado a una voz cálida e intimista, logró los aplausos de un auditorio compuesto en su mayoría por italianos. Castelli interpretó a lo largo de dos horas canciones de Pino Daniele, Paolo Conte, Fabrizio de André, Bruno Lauzi, Doménico Modugno, Lucio Dalla y Sergio Bruni. Acompañada de los maestros Simone Guiducci en la guitarra y Stefano Caniato en el acordeón, manejó con habilidad la puesta en escena con un delicioso trabalenguas con el que quería demostrar su conocimiento del español, en una graciosísima lectura del resumen de los textos a cantar. Vestida de negro y adornada su cabeza con una especie de cofia, nos fue regalando las canciones dedicadas al mar, con historias melancólicas unas, alegres otras, todas poéticas que a buen seguro dejaron alguna lagrimita en los ojos de los presentes, arraigados ya en Venezuela, siempre con el recuerdo de esos mares de la Italia lejana a la que de vez en cuando retornan. Música, pasión, sentimiento se unieron en este concierto singular en donde las letras de los grandes compositores italianos se dejaron escuchar en la voz de una mujer que se ha dedicado a la divulgación de la canción tradicional, un poco olvidada por la gente joven. Ya en la despedida, el público le pidió otra canción, tal vez un tango o una pieza de jazz, pero ella, fiel al propósito de que el mar era el tema del concierto, apenas dejó caer un tema fuera de programa, alertando con humor que en la sala había muchos fiscales que podían estar espiando sus interpretaciones.


A la salida, se vendían sus discos y ella agradecía entusiasmada. Prometió volver para un concierto con canciones de Aldemaro Romero.

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IL GIORNALE.IT
n. 114 del 2007-05-16 pagina 4

Pianoforte, violoncello e una voce così Anna Maria Castelli seduceL'impatto è notturno, con quella voce di donna che ti raggiunge a folate, come un volo di pipistrelli destati dal primo raggio di sole. Una voce che spesso recita e talvolta canta. Un canto profondo e denso di sospiri. A volte roco, a volte con inflessioni di contralto, a volte talmente debole da perdersi tra l'intrecciarsi degli strumenti, che le fanno da sfondo. Strumenti antichi, niente di tecnologicamente avanzato. Ci sono un pianoforte, un violoncello, una fisarmonica, una chitarra e qualche percussione, affidati rispettivamente a Oscar Del Barba, Salvatore Maiore e Simone Guiducci. Un concertino che richiama in qualche modo alla mente certa musica barocca per voce sola ed orchestra. Ma è sempre lei, la voce, a destare turbamento. Anna Maria Castelli a quella voce deve aver dato forma nell'oscurità della fucina della vita, dove tra masse di tenebre si batte e ribatte sullo strumento incandescente che si trasformerà per l'interprete nel pugnale con cui trapassare l'anima di chi ascolta.
Perché colui che ascolta, prima o poi, finisce per condividere almeno in parte la condizione esistenziale di chi canta. Una misteriosa affinità elettiva congiunge i due poli del messaggio musicale e li lega in maniera talmente stretta che niente e nessuno da allora in poi riuscirà a districarli. Anche perché, come recita il titolo del Cd, è sempre la stessa canzone. La canzone della vita. Con i suoi momenti magici, ma anche con le sue magiche disperazioni, i suoi propositi di farla finita e poi, subito dopo, con la sua volontà di ricominciare. Anna Maria Castelli ha raccolto sotto questa chiave di lettura, tredici brani musicale che hanno scavato un solco profondo nella storia della musica leggera italiana e non soltanto italiana.
E questo perché tutte le canzoni sono state scritte o interpretate da cantautori francesi, che hanno fatto parte della cosiddetta «scuola di Marsiglia». Una palestra di talenti che ancora dettano legge nel mondo, ma che l'Italia ha quasi del tutto silenziato, come si silenzia la vera poesia e la vera musica, che spesso non si può o vuole comprendere. La rilettura di Anna Maria Castelli acquista così due dimensioni, quella lirica e quella polemica, che poi finiscono per confluire nel medesimo, accorato sentimento di una vita che fugge e si perde tra le mani come i grani d'una manciata di sabbia. Colta lì, alla presenza del vecchio mare Mediterraneo, cinico quanto indifferente alle peripezie del cuore umano.Da Conte a Tenco, da De André a Fossati sino a Bindi e Paoli, la Castelli reinterpreta musica e testo poetico con tale immedesimazione da rivelare agli stessi autori quanto gli stessi autori avevano solo implicitamente compreso. Il suo scavo si concretizza in una sorta di archeologica presa di coscienza dell'ispirazione originaria, capace di ridare freschezza e novità a canzoni levigate e banalizzate dalla consuetudine.


Anna Maria Castelli, C'est toujours la meme chanson, Life edizioni musicali, 2005, Sarzana.

© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Recensione di Antonello Oliva sulla Rivista "Suono" Luglio 2006

Anna Maria Castelli

C'EST TOUJOURS LA MÊME CHANSON (Life Cd N° A2/05 - CANZONE D'AUTORE)

Qualità musicale 8,5/10

Ecco un bel disco, di quelli che non t'aspetti, perché di riedizioni in salsa jazz della canzone d'autore italiana, genovese, onestamente non è che se ne avverta tutti i giorni ancora così prepotentemente bisogno, e invece...ecco C'est toujours la même chanson, polemico e tagliente già dal titolo, quanto delicato e intelligente in ognuna delle sue tredici tracce. Anna Maria Castelli attrice e cantante italiana più conosciuta giustamente in Francia, Canada, Singapore, isole Mauritius, Canarie...cheda noi, canta Bindi, Conte, De André, Paoli, Tenco e Fossati, e in compagnia dei bravissimi Simone Guiducci (chitarra),Oscar Del Barba (piano e fisarmonica) e Salvatore Maiore (contrabbasso e violoncello) ne riporta una testimonianza di altissimo spessore artistico e interpretativo. Ma ciò che più piace di questo lavoro è quell'insieme di misura, sensibilità, personalità e rispetto dello spirito originario delle composizioni che non è sempre facile rispettare in simili operazioni. Ed è così che il passaggio da Gelato al limon a Dolcenera, da Senza fine a Mi sono innamorato di te avviene seguendo un'unica traccia interpretativa, che sembra però l'esatto assieme della propria e di quella degli autori originari. E questo avviene, a mio avviso, solo quando si è dotati di una forte personalità artistica. E quando si ha qualcosa da dire. Ne viene fuori insomma uno dei dischi più belli ascoltati ultimamente, che (anche a chi scrive, lo ammetto) ci fa scoprire un'artista davvero sensibile e preparata, con idee proprie e convincenti, in grado di trasmettere emozioni a chi l'ascolta anche riproponendo Arrivederci o Genova per noi, delle quali forse non sentivamo la necessità di un'ulteriore riproposta. Da non perdere.

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Quotidiano "Il Giornale"
il Giornale.it 
Pianoforte, violoncello e una voce così Anna Maria Castelli seduce
Anna Maria Castelli, C'est toujours la meme chanson, Life edizioni musicali, 2005, Sarzana. 

L'impatto è notturno, con quella voce di donna che ti raggiunge a folate, come un volo di pipistrelli destati dal primo raggio di sole. Una voce che spesso recita e talvolta canta. Un canto profondo e denso di sospiri. A volte roco, a volte con inflessioni di contralto, a volte talmente debole da perdersi tra l'intrecciarsi degli strumenti, che le fanno da sfondo.


Strumenti antichi, niente di tecnologicamente avanzato. Ci sono un pianoforte, un violoncello, una fisarmonica, una chitarra e qualche percussione, affidati rispettivamente a Oscar Del Barba, Salvatore Maiore e Simone Guiducci. Un concerto che richiama in qualche modo alla mente certa musica barocca per voce sola ed orchestra.


Ma è sempre lei, la voce, a destare turbamento. Anna Maria Castelli a quella voce deve aver dato forma nell'oscurità della fucina della vita, dove tra masse di tenebre si batte e ribatte sullo strumento incandescente che si trasformerà per l'interprete nel pugnale con cui trapassare l'anima di chi ascolta. Perché colui che ascolta, prima o poi, finisce per condividere almeno in parte la condizione esistenziale di chi canta. Una misteriosa affinità elettiva congiunge i due poli del messaggio musicale e li lega in maniera talmente stretta che niente e nessuno da allora in poi riuscirà a districarli. Anche perché, come recita il titolo del Cd, è sempre la stessa canzone. La canzone della vita. Con i suoi momenti magici, ma anche con le sue magiche disperazioni, i suoi propositi di farla finita e poi, subito dopo, con la sua volontà di ricominciare.

Anna Maria Castelli ha raccolto sotto questa chiave di lettura, tredici brani musicale che hanno scavato un solco profondo nella storia della musica leggera italiana e non soltanto italiana.
E questo perché tutte le canzoni sono state scritte o interpretate da cantautori francesi, che hanno fatto parte della cosiddetta «scuola di Marsiglia». Una palestra di talenti che ancora dettano legge nel mondo, ma che l'Italia ha quasi del tutto silenziato, come si silenzia la vera poesia e la vera musica, che spesso non si può o vuole comprendere.


La rilettura di Anna Maria Castelli acquista così due dimensioni, quella lirica e quella polemica, che poi finiscono per confluire nel medesimo, accorato sentimento di una vita che fugge e si perde tra le mani come i grani d'una manciata di sabbia. Colta lì, alla presenza del vecchio mare Mediterraneo, cinico quanto indifferente alle peripezie del cuore umano.


Da Conte a Tenco, da De André a Fossati sino a Bindi e Paoli, la Castelli reinterpreta musica e testo poetico con tale immedesimazione da rivelare agli stessi autori quanto gli stessi autori avevano solo implicitamente compreso. Il suo scavo si concretizza in una sorta di archeologica presa di coscienza dell'ispirazione originaria, capace di ridare freschezza e novità a canzoni levigate e banalizzate dalla consuetudine.

 Un'altra recensione del Cd di Anna Maria Castelli

"C'est toujours la même chanson"

La musica incontra il teatro, incontra l'espressione immediata, poco ragionata. Uno spaccato di storia della musica italiana che Anna Maria Castelli dedica a Genova "la città della canzone d'autore". Un viaggio attraverso tredici brani immarcescibili, eseguiti con una cifra attoriale d'indubbio spessore culturale. E la Castelli lo fa con dei compagni di viaggio oculatamente scelti per le loro capacità interpretative, per la loro abilità di trasmettere parole e sentimenti attraverso gli strumenti: Oscar Del Barba al pianoforte, Simone Guiducci alla chitarra e Salvatore Maiore al contrabbasso. L'assenza della batteria ammanta di maggiore tristezza il lavoro. E ciò volutamente, quasi esasperando alcune pronunce e creando ambienti "noir".Ogni sfumatura è severamente spontanea. Sembra vi sia un'assenza di preparazione. Eppure gli arrangiamenti sono descrittivi di un ampio studio sui brani che si susseguono.Da Paolo Conte (Gelato al limon, Genova per noi, Onda su Onda, Bartali, Via con me) a Fabrizio De Andrè (Dolcenera, Creuza de ma). Poi Tenco, Paoli, Ivano Fossati, Umberto Bindi con l'indimenticabile Arrivederci. Interpretare, arrangiare ed eseguire certi brani non è cosa da poco. Occorre evitare il "dejavu". E' necessario conoscere e, per certi versi, rivitalizzare dei brani che, in una forbice d'età dai 5 ai 90 anni, sono ben conosciuti. E soprattutto sono conosciuti i timbri vocali dei cantautori che fanno parte del nostro fardello storico. Anna Maria Castelli riesce a farlo con un apparato espressivo mantenuto nel lirismo più profondo e giocando sulla drammatizzazione dei testi.Pecca, forse, nel virtuosismo e nel non voler svellere i brani dalle cellule melodiche principali. Conserva sempre la matrice linguistica e, in tal senso, è supportata dalla sua indubbia capacità di attrice. La sua voce è ostinatamente continuativa in ogni brano, rispettosa dei suoni e dei registri impressi dagli autori. Il trio che l'accompagna si adegua e fa tappeto senza mai lanciarsi in improvvisazioni, semmai alimenta la liturgia che la Castelli celebra in ossequio ad una vena compositiva della "Genova che fu" (musicalmente), ma che oramai è scomparsa                                                                       

Alceste Ayroldi (per Jazzitalia)

Recensione post concerto in Sicilia

Palazzo Grimaldi - Modica - lunedì 15 gennaio 2007:
— Tango da Buenos Aires a Modica

Tango da Buenos Aires a Modica

Chi pensava che il tango fosse solo un sensuale incrocio di gambe si è ricreduto.
Anna Maria Castelli e Vicky Schaetzinger hanno portato a Modica la storia, la filosofia, l’anima musicale del tango liberato dai vincoli e dallo stereotipo della danza, eleggendolo specchio dell’America Latina, punto di partenza per riflessioni più ampie, terreno di espressione per il loro indescrivibile talento fatto di voce e pianoforte.
Nello spazio informale di Palazzo Grimaldi, spazio in cui artisti e pubblico non hanno distanza fisica e lo scambio di energie è immediato - così infatti è stato - ha preso il via con successo la Stagione 2007 organizzata dall’Associazione The Entertainer.
Passione e leggerezza, disagio e seduzione, poesia e morte, impegno sociale e speranza. Tango.
In programma Vuelvo al sur, Balada para mi muerte, Chiquilin de bachin, Balada para un loco, Rinascerò e Adios nonino interpretata al piano dalla sola Schaetzinger.
La musica di Astor Piazzolla, dunque, ma non solo.
Ad aprire il concerto è stata infatti Malena (Lucio Demare / Homero Manzi) seguita da Alfonsina y el mar (Ramirez), Fumando espero (Juan Viladomat Masanas / Félix Garzo), Cambalache (Enrique Santos Discepolo) Flor de lino (Héctor Stamponi / Homero Expósito).
Applausi e ancora applausi per queste donne del tango che hanno colpito al cuore e sono state richiamate due volte regalando Maria de Buenos Aires, ancora un brano di Piazzolla, come primo bis ed una seconda interpretazione di Malena come…ter.
Alla musica sono state intrecciate - lo spettacolo era inserito tra gli appuntamenti di Parole & Musica - le parole di Eduardo Galeano con estrapolazioni da Le vene aperte dell’America latina, Memorie di fuoco e da diversi scritti giornalistici.
Ad accogliere gli intervenuti il presidente dell’Associazione The Entertainer Mariolina Marino, e l’Assessore alla pubblica istruzione del Comune di Modica Simona Lo Bello, unica presenza femminile nella giunta, che ha portato il saluto dell’amministrazione in questa serata al femminile augurandosi che “il pubblico sia sempre più curioso e possano esserci altri appuntamenti come questi”
Dopo il concerto, mentre il pubblico continuava a complimentarsi con Anna Maria Castelli e Vicky Scahetzinger, trionfo di empanadas sui tavoli del buffet grazie all’operosità del Caffè Hemingway, prezioso collaboratore dell’Associazione The Entertainer.
Saranno ancora Parole & Musica domenica 21, ancora a Palazzo Grimaldi alle 18,30, con Giorgio Dellarole e le Sonate di Domenico Scarlatti.


la cantante attrice italiana, un valore della musica internazionale

RAI - FILODIFFUSIONE

Anna Maria Castelli è una delle più interessanti figure della musica italiana.

Grande esperienza, grande talento (dal teatro al teatro musicale, alla musica) una voce che si piega con decisione all'interpretazione e creazione jazz e del repertorio classico della canzone italiana e internazionale, dotata di grande verve, è un'interprete di valore

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Jazzit

Anna Maria Castelli al “Lucca Jazz Donna 2006″

l’Attrice e Cantante Anna Maria Castelli sarà la presentatrice di “Lucca Jazz Donna 2006” che si terrà a Lucca dal 25 Febbraio al 4 Marzo 2006. Oltre a presentare tutta l’edizione 2006 del Festival, Anna Maria Castelli sarà anche uno dei momenti più importanti del Festival con un concerto (sabato 26 Febbraio alle ore 16,30) con A. Vannucchi (pianoforte), A. Ferrua (batteria), L. Franchini (contrabbasso).Il “Festival Lucca Jazz Donna”, impegnato da tempo ad individuare il fondamentale contributo nazionale dato dalle donne al Jazz italiano, ha voluto così riconoscere ad Anna Maria Castelli la sua straordinaria e complessa personalità artistica e di intrattenitrice e le sue qualità vocali.

Siamo sicuri che la presenza di Anna Maria Castelli in questa doppia veste e il programma che Lucca Jazz Donna sarà in grado di proporre costituiranno un evento indimenticabile al quale assistere.

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Anna Maria Castelli and Gianni Coscia in concert (Jakarta Jazz Festival)

Anna Maria Castelli and Gianni Coscia will start their artistic project very original and refined. Both, make up their mind “to put togheter” all their various musical experiences on “the unlimited jazz music” (in the last years they were among the most estimated performers in Europe). From this get out an exceptional Concert for its intensity and performing of two Artists who would have a new chance to show their ability.

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Anna Maria Castelli HELSINKI esiintyy

Anna Maria Castelli tunnetaan erityisesti jazzlaulajana, ja hänet on ainoana italialaisena naismuusikkona kutsuttu kahtena peräkkäisenä vuonna (-96/-97) Montreux’n jazzfestivaalille. Tällä hetkellä hänen ohjelmistonsa sisältää eurooppalaista musiikkiteatteria (Brecht/Weill), pop-musiikkia, italialialaisten laulaja-runoilijoiden tuotantoa, Astor Piazzollan tangoja, amerikkalaista musiikkia Porterista Gershwiniin, ranskalaisia chansoneja jne... Hänen taipuisa äänensä, loistava tulkintansa ja kykynsä laulaa kuudella eri kielellä tekevät hänestä todella poikkeuksellisen lahjakkuuden. Hän on esiintynyt pääosassa kolmessa musikaalissa ja yksi hänen viimeisimmistä esityksistään, ”Fiori d’amore e d’anarchia” (Rakkauden ja anarkian kukat) on saanut sekä yleisöltä että kriitikoilta erinomaisen vastaanoton. Viime vuonna hän edusti Italiaa Turkin kansainvälisessä musiikkifestivaalissa ja Liettuassa hän esiintyi yhdessä Liettuan Sinfoniaorkesterin kanssa ranskalaisen runoilija-säveltäjä Léo Ferrén ”L’Opéra du Pauvre” –teoksen maailmanensi-illassa. Jazzpianisti Renato Sellanin ja hanuristi Gianni Coscian kanssa hän on osallistunut useille kansainvälisille festivaaleille.

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Io, Edith Piaf
Anna Maria Castelli & Trio Contempo
Isabelle Rioux bandoneon, Roberta Roman chitarra, Isabelle Sajot violoncello
In anteprima a Pievi & Castelli in Musica sabato 10 agosto 2002, Raggiolo (Arezzo), in tournée mondiale fino a marzo 2004
di Giovanni Ballerini
Nel 1946 non era ancora scoccato l’amore con il pugile Marcel Cerdan ma aveva già inciso "La vie en rose" con Les Compagnons de la Chanson. E da quel momento per quella piccola cantante dalle canzoni tristi iniziò piano piano a diventare un'artista cult. Una popolarità guadagnata di concerto in concerto, che vide Edith trasformarsi nel monumento assoluto della chanson française réaliste. E della canzone d'autore internazionale. Anche in questa estate 2002, due spettacoli nello stesso giorno dedicati a Edith Piaf, testimoniano quanto il mito della vocalist parigina sia ancora vivo e pulsante, quanto quella voce inquieta, bassa e intensa, eppure melodiosa, continui a dare brividi a più di una generazione. Mentre infatti a Piazza Santa Maria Novella di Firenze Lucilla Bigi, Delilah Gutman e Stefano Silvestri propongono "La Vie en Piaf", sempre sabato 10 agosto (alla stessa ora, cioè alle 21,15) il festival Pievi & Castelli in Musica 2002 (promosso dalla Provincia di Arezzo, dalla Comunità Montana del Casentino e dai Comuni del Casentino) presenta "Io, Edith Piaf " nella piazzetta del Borgo di Raggiolo. Il concerto/spettacolo dedicato alla grande artista francese, che vede protagonista Anna Maria Castelli & Trio Contempo, è in realtà un'interessante anteprima (in forma ridotta) dell'omonimo musical che il prossimo autunno debutterà a Parigi. "Io, Edith Piaf " è in effetti una coproduzione anglo-francese, che sarà in tournée mondiale fino a marzo 2004. Sul palco, a rendere omaggio al mito Piaf, un gruppo tutto al femminile capitanato dalla splendida voce di Anna Maria Castelli, che di recente è stata insignita del Premio Antigone 2002. Al fianco della vocalist c'è in questo progetto il Trio Contempo, ovvero Isabelle Rioux (bandoneon), Roberta Roman (chitarra) e Celine Flamèn (violoncello). Un ensemble formatosi nel cast del musical, che da qualche settimana sta proponendosi su selezionati palcoscenici italiani per il lancio della prima parigina. Il concerto di Anna Maria Castelli e Trio Contempo è dedicato al meglio del repertorio della Piaf: da "La vie en rose" a "Les amants d'un jour" da "Milord" a "Mon Dieu", da "Non, je ne regrette rien" a "Tu es beau, tu sais"...

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Anna Maria Castelli e il concetto di arte cliccabile

Di Dario Martinelli

È stato un concerto intenso, bellissimo ed elegante quello che Sabato sera Anna Maria Castelli ha regalato agli spettatori della 'Due Giorni' di Cultura Italiana ad Helsinki.La Castelli non è l'ultima arrivata, e questo lo sappiamo tutti. Non è una star, perché chi fa musica come lei non la fa per diventarlo, ma è una delle nostre migliori cantanti (e da qualche tempo non solo cantante), che colleziona riconoscimenti nei più prestigiosi festival di Jazz, e collaborazioni con i più affermati musicisti sulla piazza. Un corpicino esile e una presenza scenica imponente. L'atteggiamento disincantato di chi sa che non c'è bisogno di prendersi troppo sul serio per essere presi sul serio. Una voce limpida, tecnicamente impeccabile, ma mai narcisista, nella misura in cui viene messa sempre a servizio della canzone, e non viceversa, come accade invece in una Mariah Carey qualsiasi, con il noioso risultato di una melodia totalmente inintelligibile.Un repertorio che spazia da Kurt Weil a Luigi Tenco, passando per gli standard jazz e persino per Anna Oxa, più il suo talento di attrice vera e propria, confezionato su misura indifferentemente per un Benni o per uno Strindberg. Ce n'è stato veramente per tutti i gusti, Sabato 21 Novembre allo STOA di Itäkeskus. Non so chi nell'Istituto Italiano di Cultura abbia avuto l'idea di invitare Anna Maria, ma a lui o lei vanno la mia gratitudine e - sono sicuro - quella di tutti gli altri spettatori della serata.La Castelli si è presentata sul palco da sola, con una scenografia nuda come una Gymnopedie di Satie, eppur impreziosita da uno scialle accarezzato su una sedia ("un tocco di classe", l'avrebbe poi definito la stessa Castelli in un isolato - e giustificatissimo - momento di immodestia). Un vuoto mai desolante, perché farcito di garbo, gusto e tanta ironia. Anna Maria ha cantato con delle basi, e qualche volta nemmeno con quelle, lasciando che fosse la voce, la sua voce, ma anche quella delle canzoni e dei testi, a sorridere in primissimo piano.Forse sarebbe più poetico (ma anche retorico) dire che gli spettatori si sono immersi in un delicatissimo dipinto musicale, ma la verità (e pazienza se più fredda) è che la Castelli ci ha trascinati in un ipertesto artistico, dove teatro musica e letteratura convivevano con la democraticità di una Comune. E come tutti gli ipertesti, anche questo concerto era pieno di parole in blu 'cliccabili'. Fossero la parola "donne", o "amore", o "fisarmonica", quel che è certo è che Anna Maria ci ha aperto tutte le finestre, ce le ha descritte dolcemente ed accuratamente e, con gesto armonico, le ha richiuse per poi condurci altrove.Il tutto, senza mai calcare sul pathos di una "My Funny Valentine", e senza disdegnare di prendersi un po' in giro. Se proprio mi tocca di fare il cacciatore di peli nell'uovo, potrei sottolineare la mediocrità delle due basi MIDI che hanno accompagnato le cover della Oxa e di Mia Martini. Non sono affatto contrario al MIDI di per sé, che anzi ha costituito una vera rivoluzione nel fare musicale, soprattutto per il "fatto in casa" (detto senza disprezzo, e anzi con l'orgoglio di chi è parte di quel mondo), ma quelle utilizzate erano appena superiori a quelle di un Karaoke qualsiasi. Il confronto con le altre basi, di una professionalità e poesia assolute (e non potreva essere altrimenti, se ad eseguirle erano Renato Sellani e Gianni Coscia), è stato impietoso.

Ma, veramente, ce ne siamo accorti in pochi. Troppo presi eravamo dal fascino di quella voce, dal talento di quella recitazione, e dalla classe di quello scialle.

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Anna Maria Castelli, vocal


Castelli is highly regarded in the field of jazz, being voted one of the world's greatest voices appearing for two years successfully at the Montreux Jazz Festival. She has made 3 CDs, the last one "Singing Modugno" receiving international awards, and indeed she is as well-known abroad as in Italy. Presently, at the peak of her artistic maturity it is hard to classify she under one musical style as she naturally crosses the boundaries from classical to pop, to theatre thanks to her linguistic ability (she speaks 5 languages) and her extraordinary dramatic talent. Recently awarded the prize for Greatest Voice of Musical Cabaret she ranks with Teresa Stratas, Ute Lemper and "Milva". Castelli feels the most fulfilled in her theatre work, performing lead roles in musicals such as her latest work "Transatlantica" for solo voice, piano and violin.
Following a tour of "Gracias a la Vida" celebrating the great Chilean composer and poet Violette Parra, she was chosen for the lead in an international production of a musical about the life and career of Edit Piaf. Future collaborations include "The Night of Dream Goddesses" a work devoted to Astor Piazzola, which includes a quartet of 4 female musicians and a ballet for 8 people. She has also long been associated with the great pianist Renato Sellan with whose she has given many jazz performances. Castelli runs a school for musicals in Sarzana, Spain, has directed the festival "Summer Jazz Forte" and promotes the "Italian Female Instrumental Camerata", a classical-contemporary orchestra comprising 45 members. She also cooperates The Equal Opportunities Commission instituted by the Italian Prime Minister and the voluntary foundation which helps the struggle against AIDS. Renato Sellani, piano one of the prominent Italian musicians, Renato Sellani has a worldwide recognition as a jazz pianist. Having stepped in the music world at the age of 18, he had his initial jazz attempts with Bill Coleman in 1950's. Following performances with Nicola Arigliano, Enzo Grillini, guitarist Franco Cerri, Gianni Basso and Oscar Valdambrini, he was chosen to accompany Cher Baker and Lee Konitzin in their first tour in Italy. He never broke his ties with the two musicians ever since then and he even recorded wonderful records with them. The artist accompanied Mina, who started his music career in the early 60's and gave performances with the international jazz legends, Stéphane Grappelli, Helen Merril ve Sarah Vaughan, who admired his extraordinary piano style. When it came to 70's, Gerry Mulligan took his place among Sellani's various collaborations. In the meanwhile, Sellani cultivated his talents also on the theatre stage. He has recently led many groups he founded and recorded around 40 CDs. Since 1998, Sellani has been cooperating with Anna Maria Castelli in many concert and festival performances.

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Corriere Della Sera ANNA MARIA CASTELLIAnna Maria Castelli inizia la sua carriera artistica come cantante jazz, genere di cui da anni è considerata una delle prime voci del mondo. Difficile però identificarla in un unico genere musicale, spaziando dal repertorio del teatro musicale europeo (Brecht/Weill) alla musica pop, alla canzone francese, alla musica americana di Porter e Gershwin fino a quella etnica.Recentemente è stata premiata in Belgio come una delle più importanti rappresentanti del Cabaret e del Teatro Musicale europeo. Le è stato assegnato nel 2002 il Premio Musica Europa con Opéra tango. Ha rappresentato l'Italia al Festival Internazionale della Musica in Turchia e in Lituania è stata la protagonista della prima mondiale assoluta de' L'Opéra du Pauvre di Léo Ferré. Ha partecipato a numerosi eventi internazionali tra cui il Gaume Jazz Festival del Belgio, Ethyopian Jazz Festival di Addis Abeba, il Caz Festival di Izmir. Le giornate del jazz di Zagabria. Ha preso parte a tre edizioni del prestigioso Premio Ciampi, presentando nell'ultima lo spettacolo di Teatro Canzone "Fiori d'Amore e d'Anarchia". Anna Maria Castelli è Direttore Artistico del Festival Summer Jazz di Forte dei Marmi, della Scuola di Perfezionamento per artisti di Musical "Post Graduate School of Musical", è Presidente e Direttore Artistico dell'Associazione di produzione Artemusique Europeénne, dirige artisticamente l'etichetta discografica LIFE srl.

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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 240 - Anno X, 10 dicembre 2003 Anna Maria Castelli torna in LituaniaVilnius - Anna Maria Castelli ritorna a Vilnius, in Lituania, dopo il grande successo ottenuto nell'autunno dello scorso anno, per la prima mondiale dell'Opéra du Pauvre di Léo Ferré con l'Orchestra Sinfonica Nazionale Lituana. Su invito dell'Ambasciata d'Italia a Vilnius e in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e il Municipio di Vilnius, Anna Maria Castelli sarà cantante solista in un recital, sabato 13 dicembre, che la vedrà presentare alcune delle più note canzoni della musica jazz e pop. Ad accompagnarla al piano il celebre pianista lituano Povilas Jaraminas. Anna Maria Castelli deve l'inizio della carriera artistica alla musica jazz di cui è considerata una delle prime voci al mondo, soprattutto per essere l'unica cantante italiana di questo genere ad essere stata invitata per due anni consecutivi al Montreux Jazz Festival (Svizzera). Ha inciso tre CD di particolare successo e l'ultimo, dal titolo "Singing Modugno", è stato premiato anche all'estero



Si ringrazia Luciano Rossetti per le foto utilizzate nel titolo
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